Tecnologia innovativa in grado di risolvere il problema della fame del mondo, o potenziale minaccia per l'ambiente e la salute dell'uomo? Negli ultimi dieci anni il dibattito sugli Ogm non ha smesso di alimentare polemiche. Tra i politici, gli ambientalisti e all'interno della comunità scientifica. Una valutazione condivisa sul reale impatto delle tecnologie biotech nell'industria alimentare ancora non c'è. Ma una cosa certa: il business dell'egricoltura geneticamente modificata continua a crescere a ritmi sostenuti in tutto il mondo. E, a dispetto della recessione globale, l'industria degli Ogm e dei pesticidi per l'agricoltura continua a macinare utili. Basta guardare ai bilanci di colossi del settore come Monsanto, Du Pont, Syngenta e Limagrain, che hanno registrato vendite in netta crescita nel 2008 e che prevedono risultati positivi per tutto il 2009 e per gli anni a venire.
Monsanto, il numero uno del mercato (la sua quota del mercato globale è del 23% secondo una stima del centro studi canadese Etc Group), prevede per l'anno in corso una crescita dei ricavi del 20%. Il che significa una maggior disponibilità di cassa di circa 1,8 miliardi di dollari. Da oggi al 2012 si prevede una crescita del 60% del business delle sementi geneticamente modificate. Stesse ottimistiche previsioni anche per il secondo player globale del settore: Du Pont. La multinazionale americana, attiva in diversi comparti industriali (dall'energia ai trasporti, dalle costruzioni alla plastica) ha in mano quasi un sesto del mercato mondiale. L'azienda prevede che la sezione Agriculture e Nutrition cresca, nei prossimi cinque anni ad un un tasso medio del 15%. Il terzo operatore nel mercato è una società svizzera: la Syngenta. Credit Suisse ha recentemente confermato il suo giudizio sul titolo a "outperform" alzando il target price. «L'ultimo trimestre del 2008 - si legge nel report del 9 febbraio -la crescita è rimasta robusta nonostante la stretta creditizia. E, stando i primi dati sulle vendite, il business di sementi e pesticidi non risentirà di alcuna contrazione nel 2009. Questo significa che per Syngenta ci sarà un forte cash flow e un probabile aumento del dividendo per gli azionisti di circa il 25%.
Il 2009, che secondo tutte le previsioni sarà l'anno in cui la recessione globale si farà sentire in tutta la sua violenza, sarà un altro anno positivo per i big degli Ogm. Certo, rispetto al 2008, i margini saranno minori. Ma in questo rallentamento la crisi gioca un ruolo secondario. Lo scorso anno infatti è stato un anno eccezionalmente positivo per il settore dell'agribusiness. Basti pensare che il numero uno del mercato, Monsanto ha fatto registrare un aumento degli utili del 104%.1 Un dato in gran parte dovuto all'impennata del greggio nella prima parte del 2008, che ha dato un forte impulso alla produzione di biocarburanti. Per questo motivo le quotazioni di commodities agricole, come grano e mais, sono schizzate all'insù dando una forte spinta alla domanda di sementi Ogm. E questo, nonostante poi il prezzo delle commodities si sia sgonfiato insieme al greggio, ha fatto significato risultati da record per tutti il settore Agrochemical. E non solo per i big. La tedesca K plus S e la israeliana Israeli Chemicals (che hanno una capitalizzazione doltre 9 miliardi di dollari), nel 2008 hanno visto salire gli ultimi per azione rispettivamente del 478,3%. del 365,1%. Mentre la russa Silvinit (che capitalizza quasi 1,7 miliardi di dollari) ha fatto segnare un +431,4%.
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