sabato 11 febbraio 2012





L'influenza delle lobby sul mondo dalla ricerca
di Andrea Franceschi



Il business dell'agricoltura geneticamente modificata procede a passi spediti. E allo stesso ritmo cresce la schiera dei suoi oppositori in tutto il mondo. In mezzo il mondo scientifico, chiamata a dare un parere il più indipendente possibile sulla salute dell'uomo e sull'impatto ambientale di un così massiccio utilizzo delle biotecnologie nell'agricoltura. Sul primo punto i ricercatori sono in maggioranza concordi nel considerarli innocui. Il dibattito invece è ancora aperto per quanto riguarda l'impatto ambientale. L'utilizzo su scala globale di semi Ogm, secondo diversi esperti ed associazioni ambientaliste, mette seriamente a rischio il patrimonio della biodiversità (ossia l'insieme di tutte le forme, animali o vegetali, geneticamente dissimili presenti sulla terra).

Sul tema i pareri degli esperti sono i più diversi. Le multinazionali e se ne servono per promuovere la propria tesi, accusandosi rispettivamente di scarsa obiettività. Giganti del calibro della Monsanto, da parte loro, hanno però un fortissimo potere economico e una maggiore capacità di influenzare le scelte politiche. Nel 2008, secondo una stima del sito Opensecrets.org, l'industria delle sementi (in cui la componente Ogm è una fetta importante) ha sborsato oltre 17 milioni di dollari per finanziare esponenti del Congresso Usa ed entrambi i candidati alla Presidenza.

Forte poi l'azione di lobbying sul mondo della ricerca. Specialmente negli Stati Uniti dove larga parte dei finanziamenti all'università sono privati. Ha fatto scalpore a questo proposito la lettera inviata alla Epa (l'agenzia per la sicurezza ambientale Usa) in cui un gruppo di 26 ricercatori accusa le multinazionali di ostacolare il loro lavoro. Il fatto poi che la segnalazione fosse anonima la dice lunga sul potere che i big degli Ogm hanno sul settore della ricerca.


Cosa contestano questi universitari (che, sottolinea il New York Times, non sono certo etichettabili come fanatici ambientalisti)? In sostanza il fatto che le multinazionali facciano resistenza nel dare il permesso di utilizzare i propri semi a scopi di ricerca. Le autorizzazioni sono concesse con il contagocce. E quando vengono accordate, spesso prevedono, per la Società, il diritto di prendere visione (ed eventualmente revisionare) i documenti finali.



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